Perle. La playlist letteraria dedicata alle donne

La letteratura è sempre stata un inestimabile tesoro da scoprire e per tanti un rifugio sicuro dal rumore del mondo. E di rumore, in questo 8 marzo 2022, ce n’è molto.

Quello che sentiamo di fare è di restituire un po’ di bellezza, di ristoro, attraverso una playlist letteraria tutta al femminile, composta da estratti di libri preziosi, ricchi di intensità e di spunti di riflessione, dove il potere delle storie si fa protagonista, grazie alla luce interiore evocata da queste 10 donne che abbiamo scelto per rappresentare la forza, il coraggio, la preziosa vulnerabilità dell’universo femminile.

Oggi, nella Giornata internazionale della donna, a voi 10 perle della letteratura.


Clarissa Pinkola Estés – Autrice di Donne che corrono coi lupi

Il libro: Il libro-culto che ha cambiato la vita di milioni di donne. Attingendo alle fiabe e ai miti delle più diverse tradizioni culturali, Clarissa Pinkola Estés fonda una psicanalisi del femminile attorno alla straordinaria intuizione della Donna Selvaggia, intesa come forza psichica potente, istintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi.


Joanne Harris – Autrice di Chocolat

Il libro: A Lansquenet, quieto villaggio al centro della Francia, la vita scorre placida. Un po’ troppo placida: è una comunità chiusa, dove sono rimasti soprattutto anziani contadini e artigiani, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso – una tradizione pagana avversata dalla chiesa – quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è l’emissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata La Céleste Praline, che ben presto diviene – agli occhi del curato – un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa ma inizia ad aiutare a modo suo chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l’adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l’eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile. Chocolat è un romanzo pieno di vita, frizzante e divertente; ricco di personaggi indimenticabili e ricette paradisiache. Vianne Rocher è una protagonista di travolgente simpatia: una donna che sa gustare i piaceri dell’esistenza, e che soprattutto sa farli apprezzare agli altri.


Elena Ferrante – Autrice de L’amica geniale

Il libro: Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l’autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.


Laura Imai Messina – Autrice di Non oso dire la gioia

Il libro: Una donna che vuole a ogni costo diventare madre. Un uomo che anela al padre sconosciuto. Un intreccio di passioni e di invidie in un romanzo in cui l’assenza o l’eccesso dell’amore cambiano le vite. «Senza saperlo si trovano a pensare la stessa cosa, ovvero che famiglia è forse allora la mancanza di confini, il non essere più in grado di stabilire con chiarezza l’inizio e la fine delle cose in una casa. Tutto piomba nel caos, nell’eliminazione sistematica della reciproca distanza, di quella sola cosa che sa separare e nella stessa misura avvicinare le persone.» Nella vita di Clara le strade hanno nomi mutevoli, quelli dei pensieri che le attraversano la mente mentre il corpo le percorre. Si perde nella geografia della città così come nel passato da cui è fuggita da ragazza. Sposata a un uomo che non ama, insegue invano una maternità che dia senso al matrimonio e, insieme, alla sua vita. Ma quando ogni speranza sembra persa, Clara si ritrova a compiere un gesto atroce, inaspettato, e nello stesso drammatico istante a realizzare il proprio sogno. Marcel e Jean sono migliori amici. Jean vive l’amicizia con Marcel come una compensazione alla felicità mancata, sempre rimandata nell’infanzia e nell’adolescenza. Marcel, invece, non ha mai conosciuto il padre ed è una voragine quel vuoto. Soggiogato dall’amore soffocante della madre e dalla possessività dell’amico, conduce un’esistenza piatta, insignificante, indegna del suo valore. Poi, però, un giorno per Marcel arriva la gioia, una gioia che quasi non si osa dire ad alta voce. È Momoko, una donna giapponese, anche lei con un segreto doloroso che ha segnato la sua storia personale, eppure determinata a fare della propria vita la loro , rovesciando l’Oriente nell’Occidente di Marcel e insegnandogli un diverso modo d’essere e di amare. Tuttavia la gioia è complicata da gestire, soprattutto quella altrui, e quando appartiene solo a due persone, essa sa scatenare sentimenti d’odio e di vendetta in chi sta loro accanto. Roma e Tokyo, passato e futuro, presenza e assenza si intrecciano indissolubilmente in questo romanzo che, nella crudezza che solo la verità possiede, svela i molti modi in cui si ama e si è amati.


Emily Dickinson – Autrice di La mia vita era un fucile carico

La poesia: La mia vita era un fucile carico / appoggiato in un angolo / poi un giorno il suo padrone passò / mi identificò e mi portò con sé. / Adesso vaghiamo per boschi sovrani / e diamo la caccia alle cerve / e ogni volta che parlo per lui / le montagne rispondono pronte. / E quando sorrido una luce cordiale / brilla sulla vallata, / come se un viso vesuviano / potesse provare piacere. / E quando di notte passata una buona giornata / proteggo la testa del mio padrone / è meglio che condividere con lui / un profondo cuscino di piume. / Al suo nemico io sono mortalmente nemico / nessuno fa mai un’altra mossa, / quando lo fisso con occhio giallo / o un pollice imperioso. / Per quanto più a lungo di lui io possa vivere / egli deve vivere più a lungo di me / perché io ho solo il potere di uccidere / ma senza la capacità di morire.


Elizabeth Gilbert – Autrice di Mangia prega ama

Il libro: Liz è bella, bionda, solare; ha una grande casa a New York, un matrimonio perfetto, un lavoro invidiabile. Eppure, in una notte autunnale, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno, con l’unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte, Liz capisce di non volere niente di tutto quello che ha, e fa qualcosa di cui non si sarebbe creduta capace: si mette a pregare. Come reagireste se Dio (o qualcosa che gli assomiglia) venisse a toccarvi il cuore e la mente, non per invitarvi alla pazienza e alla rassegnazione, ma per dirvi che avete ragione, quella vita non fa per voi? Probabilmente fareste come Liz: tornereste a letto, a pensarci su. A raccogliere le forze, perché il bello deve ancora venire. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d’amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: un anno di viaggio alla scoperta di sé. In questo irresistibile diario-confessione, Elizabeth Gilbert ci racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l’Italia, dove impara l’arte del piacere, ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l’India, dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese dal dubbio talento poetico; e l’Indonesia, dove uno sdentato sciamano di età indefinibile le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine, a sorridere e a innamorarsi di nuovo. Mangia prega ama è la storia di un’anima irrequieta, con cui è impossibile non identificarsi.


Frida Kahlo – Autrice di Ti meriti un amore

La poesia: Ti meriti un amore che ti voglia spettinata, / con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta, / con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire. / Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura, / in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te, / che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle. / Ti meriti un amore che voglia ballare con te, / che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi, / che non si annoi mai di leggere le tue espressioni. / Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti, / che ti appoggi quando fai la ridicola, / che rispetti il tuo essere libera, / che ti accompagni nel tuo volo, / che non abbia paura di cadere. / Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie, / che ti porti il sogno, / il caffè / e la poesia.


Muriel Barbey – Autrice de L’eleganza del riccio

Il libro: «Mi chiamo Renée. Ho cinquantaquattro anni. Da ventisette sono la portinaia al numero 7 di rue de Grenelle, un bel palazzo privato con cortile e giardino interni (…). Sono vedova, bassa, brutta, grassottella, ho i calli ai piedi e, se penso a certe mattine autolesionistiche, l’alito di un mammut». «(…) Io ho dodici anni, abito al numero 7 di rue de Grenelle in un appartamento da ricchi. I miei genitori sono ricchi, la mia famiglia è ricca, e di conseguenza mia sorella e io siamo virtualmente ricche». Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.


Lidia di Pasquale – Autrice di M’am(m)a non m’ama

Il libro: M’am(m)a non m’mama è il testamento di Maddalena, figlia di una prostituta: Alda. Siamo a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. Alda è una donna fredda, egoista, che non le ha mai perdonato di essere venuta al mondo, ed è per questo che le ha negato le uniche cose che Maddalena avrebbe voluto da lei: un po’ di affetto e conoscere il nome del padre. L’esistenza di Maddalena è stata una lotta continua, contro tutti, sin da bambina; contro i pregiudizi di una città, che vedeva in lei solo “la figlia di…”, contro gli uomini che hanno tentato di abusare di lei fin da quando portava i calzettoni, contro un quartiere degradato che le ha portato via l’unico, vero affetto, la zia Ersilia o, come la chiamava lei, “mammina Ersilia”, e dove si praticavano aborti a cielo aperto. Neanche il fratello Sergio l’ha mai capita. Maddalena aveva però un dono: una voce meravigliosa, che avrebbe potuto portarla lontano… Ma, come spesso accade, il destino si accanisce sempre sulle stesse persone. Poi è arrivato Giuseppe, il marito, e l’arcobaleno ha fatto capolino nella sua vita. Con la madre Maddalena ha perso l’ultima battaglia, dieci anni fa, quando ha scoperto che…


Margaret Mazzantini – Autrice di Venuto al mondo

Il libro: Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.

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