San Patrizio, pozzi incantati e altre leggende

L’Irlanda ospita tantissimi pozzi legati al nome di San Patrizio e gli irlandesi sono soliti visitarli proprio in occasione del Paddy’s Day, il 17 marzo. Nell’antichità, i pozzi erano considerati fonte di acqua pulita e pertanto associati a doti curative. Il più celebre “pozzo di San Patrizio” si trova sull’isola del Lough Derg, a nordovest, nella contea del Donegal: era in realtà una caverna molto profonda, che poi fu murata nel 1457 per volere di papa Alessandro VI. Si raccontano diverse leggende legate a San Patrizio e ai suoi pozzi, vediamone alcune.

IL POZZO SENZA FONDO

Secondo una leggenda medievale, San Patrizio si ritirava spesso in preghiera presso l’antica caverna nel Donegal che poi prese il suo nome. Si dice che Gesù gli avesse indicato quel luogo come una sorta di Purgatorio per i non credenti, all’interno del quale superare una serie di sfide per raggiungere il fondo e avere accesso, così, al Paradiso. Da qui il cosiddetto “pozzo senza fondo”.

Foto: Chiara Ogan

Diverse leggende, poi, narrano di persone curate dalla sua acqua, che fin dai tempi antichi era considerata avere healing powers, doti curative. Si racconta che presso il pozzo del Lough Derg, un ragazzo disabile sia guarito e altre persone abbiano recuperato la vista, dopo essersi immersi nelle sue acque cristalline. Un’altra curiosa leggenda narra, invece, di come un uomo abbia preso in giro altri due uomini che pregavano nei pressi del pozzo e abbia lanciato il loro cane nell’acqua. Per il suo gesto imperdonabile, sarebbe stato poi maledetto e si dice che abbia perso l’uso della parola e mantenuto solo la capacità di abbaiare e ringhiare come un cane.

DARE E AVERE

Una leggenda narra che proprio San Patrizio, il quale era noto regalare benedizioni, ma anche maledizioni all’occorrenza, in viaggio lungo il fiume Duff, sulla riva di Sligo-Leitrim, chiese ad alcuni pescatori di donargli un po’ di salmone, ma loro rifiutarono dicendo che quel giorno i salmoni scarseggiavano. A queste parole, il santo lanciò la sentenza che potesse essere sempre così, con il risultato che davvero in quell’area la pesca scarseggiò per molto tempo. Più tardi pose la stessa domanda a dei pescatori che si trovavano sul fiume Drowes i quali, al contrario, lo accontentarono. Patrizio li benedì, dicendo che non avrebbero mai avuto carenza di salmone e, in effetti, l’area di Drowes ancora oggi continua ad essere un noto sito di pesca e produce il primo salmone dell’anno.

IL POZZO DEI MIRACOLI

Nel 1914, due noti giornali irlandesi raccontarono, invece, la storia di un ragazzo di nome John Sullivan. John aveva 13 anni e alcuni anni prima aveva avuto un incidente, che gli aveva fatto perdere l’uso della gamba, percui doveva necessariamente operarsi. Dopo il secondo vano tentativo di operazione, sua madre lo portò al pozzo di San Patrizio di Marlfield, Clonmel. Ci erano già andati due volte, nel 1912 e nel 1913, e ci tornarono nel 1914 proprio nel giorno della festa, recitando preghiere in onore del santo. A partire da una settimana dopo l’ultima visita, il ragazzo iniziò pian piano a camminare senza l’aiuto delle stampelle. Il secondo giornale racconta che fu portato a Clonmel perché la madre era originaria di Tipperary e trent’anni prima era stata anche lei curata dalle acque del pozzo. Avrebbe dovuto, infatti, amputare un dito, ma dopo che sua zia le aveva portato l’acqua miracolosa, utilizzandola per curarlo e rivolgendo preghiere a San Patrizio, il suo dito si riprese.

FRA CELTI E CRISTIANI

Anche il pozzo di Bellcoo, nella contea di Fermanagh, è avvolto nella leggenda. Si racconta che non fosse affatto un pozzo, ma un ampio torrente circondato da pietre, con l’acqua che si dice fosse la più fredda dell’Irlanda. Anticamente si credeva che i pozzi fossero anche una porta di accesso all’al di là e che questo in particolare fosse la dimora di Crom Dubh, divinità celtica oscura del raccolto, della fertilità e del sacrificio umano. Quando San Patrizio arrivò nei pressi del luogo, si dice che lanciò un grosso bastone colpendo l’altare pagano e distruggendolo, lasciando solo resti di pietre, ancora presenti oggi. Patrizio allontanò Crom Dubh dal luogo, che proclamò come sito cristiano sacro.

Gli antichi Celti, immergendo i piedi nell’acqua gelida e recitando preghiere, vi festeggiavano cantando e ballando in onore della divinità del sole Lugh. La festività era chiamata Lughnasa e fu poi rimpiazzata da un nome cristiano. Il luogo è diventato meta di pellegrinaggi per la credenza delle sue acque curative e conserva ancora oggi il suo carattere magico. Si dice, infatti, che restando in silenzio e mettendosi in ascolto, si possa ancora udire l’eco dei canti degli antichi Celti risalire dall’acqua.

Daniela B.

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